Andrea Bertè nasce a Bergamo nel 2002 e si esibisce per la prima volta davanti ad un pubblico a soli 4 anni. Dimostra sin da subito familiarità con il palco e da quel momento non smetterà più di alimentare la sua più grande passione: il canto.
A soli 17 anni, nel 2019, vive l’esperienza di The Voice, che racconta d’aver vissuto con grande tranquillità e divertimento. Soprattutto in quel momento ha goduto dell’appoggio della famiglia e degli amici e, nonostante la popolarità raggiunta in poco tempo, ha saputo vivere quell’evento con freschezza d’animo e i piedi sempre per terra.
Andrea infatti non ha subito il vortice televisivo, lo ha saputo dominare e oggi ne parla con soddisfazione e quella sana maturità che lo contraddistingue.
The Voice per l’artista è stato anche sacrificio e una bella parentesi di cui conserva un bel ricordo, includendoci anche la coach Elettra Lamborghini che descrive come un personaggio umile, capace e divertente, grazie alla quale è riuscito a confrontarsi con un ambiente differente da lui ma arricchente.
Com’è stato The Voice per Andrea Bertè
Secondo la testimonianza di Andrea, The Voice è un ambiente trasparente e lui si è sentito subito accolto, è un sistema che lui definisce sereno.
E quando gli si chiede cosa rifarebbe e cosa non rifarebbe, lui risponde che replicherebbe ogni cosa dall’inizio alla fine.
Andrea nel frattempo frequenta anche l’Università per diventare veterinario ma questo non toglie nulla alla sua inclinazione artistica. Infatti l’esperienza televisiva gli ha dato la possibilità di confermare la sua intenzione, ovvero seguire il forte interesse per la musica e il canto che continua a consolidare anche aprendo i concerti di diversi artisti, come Guè, Sangiovanni, Ernia.

Andrea Bertè, le influenze, i singoli e le aspirazioni
Andrea cresce con la musica italiana di stampo classico, ascoltata dal padre, ma anche quella internazionale. Col tempo inizia a sviluppare un suo gusto personale e adesso definisce il suo genere 100% pop. Se gli si chiede con quali artisti vorrebbe collaborare, nomina Marco Mengoni, Lanza, Sferaebbasta che, seppur musicalmente diversi da lui, crede possa risultare interessante l’incontro.
“80 giorni” e “SuperBoom” sono i titoli dei suoi singoli, che realizza con l’appoggio del suo team, costituito da Stefano Piavani e Andrea Tripodi, insieme allo scrittore in arte Laguna. La quotidianità e l’esperienza diretta hanno ispirato la scrittura dei due pezzi, e in generale sembrano essere sempre il motore per creare.
Andrea desidera prima affermarsi in Italia, ma guarda anche all’estero. A un giovane emergente come lui consiglia di non mollare, di essere tenace e di non abbassare mai gli standard, che poi è proprio la strada da lui percorsa.
Cosa aspettarsi da questo giovane artista dall’animo buono? Che cresca sempre più e che vada dove lo porta la passione.
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