Che cosa significa formare un musicista mentre tecnologia e intelligenza artificiale cambiano il modo di comporre, produrre e ascoltare? Per Franco Mussida la preparazione tecnica non basta: occorre imparare anche a riconoscere il rapporto tra musica e stati d’animo. Da questa idea nasce “SENTO dunque SUONO”, il nuovo progetto di Formazione Musicale Integrale (FMI), il percorso che il CPM Music Institute di Milano introdurrà da ottobre.
Presentato nella sede milanese del CPM, il nuovo modello affiancherà allo studio tecnico un lavoro sulla consapevolezza emotiva applicato ad ascolto, lettura, composizione, esecuzione e improvvisazione. Coinvolgerà l’intera offerta dell’istituto, dai corsi per bambini e adolescenti fino all’Alta Formazione.
Che cosa resta dell’esperienza umana nel suono digitale
L’idea nasce dalle ricerche condotte negli anni da Franco Mussida e dal CPM sul rapporto tra suono, stati d’animo e crescita personale. La mattina del 9 settembre Mussida ha illustrato il percorso che permette agli studenti di riconoscere e nominare le emozioni suscitate dalla musica e di entrare in contatto con la propria dimensione interiore. Una necessità che, nella sua visione, emerge anche dalle caratteristiche della produzione musicale contemporanea:
«La musica di oggi è una musica che fa reagire e lavora sulla memoria. È quasi sempre la musica popolare, digitalizzata, con un cantante che rappresenta l’essere umano. Tutto il resto è la memoria di qualcosa: di una batteria, di un basso, di una tastiera. Non ha grande qualità dal punto di vista del restituire vitalità, però fa emozionare sicuramente e fa reagire emozionando.
Il CPM lavora con le emozioni e ha come compito considerare il rapporto tra musica ed emozione. Oltre allo studio c’è la Formazione Musicale Integrale, che insegna come la musica si relaziona con le emozioni.».

Il musicista come “meteorologo dell’umore”
Per Franco Mussida, chi sceglie la musica deve affiancare alla preparazione tecnica la capacità di comprendere e trasmettere le emozioni. Secondo Mussida, essere musicisti richiede quindi non soltanto preparazione, ma anche consapevolezza e lavoro interiore:
«Il musicista, oltre a essere un artista, un creativo e un performer, è anche, se non soprattutto, un “meteorologo dell’umore proprio e altrui”. Quello che deve fare il musicista è metterci il suo sudore, il suo pensiero, il suo cuore, la sua testa. Deve vivere l’esperienza integrale della musica e la Formazione Musicale Integrale è proprio questo: da un lato tutto lo studio tecnico e teorico, dall’altro l’anima.».
Inoltre, per Mussida, le possibilità creative offerte dall’elettronica rappresentano un ulteriore linguaggio con cui confrontarsi:
«La musica elettronica è un ricordo di cose già fatte, oppure un elemento di novità, perché la fantasia della musica elettronica è straordinaria, però l’esperienza della vita è un’altra storia.».
In una produzione musicale sempre più mediata dalle tecnologie, la proposta di Mussida rimette al centro l’esperienza umana: la capacità di riconoscere le emozioni, attraversarle e trasformarle in suono. È così che il musicista diventa un “meteorologo dell’umore”, capace di leggere non soltanto il proprio mondo interiore, ma anche quello di chi lo ascolta.
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