Diego Basso si definisce un Direttore d’orchestra pop rock sinfonico. Fino ai 30 anni ha ricoperto il ruolo di ragioniere, dopodiché ha sposato la musica con gran passione, sacrificio, studio e ne è ancora fortemente innamorato. Secondo il Maestro, la bellezza della musica sta anche nella sua imprevedibilità: non si sa mai cosa aspettare dal domani, sia nel bene che nel male, e lui ha accolto e accoglie a pieno questo spirito.
Dalla musica classica del Conservatorio passa alla musica da film, ma anche a quella rock, includendo la rock sinfonica e la sinfonica pura. Nella scelta dei progetti musicali da intraprendere, si lascia ispirare dal momento e anche da quello che gli viene proposto, e al riguardo aggiunge:
«Mi piacciono questi mondi e cerco anche di contaminarli. Provo ad ascoltare e ascoltarmi.».
Un artista che da sempre lo affascina è Ennio Morricone, e la sua musica la porta ormai in giro da 20 anni. Lo considera un grandissimo compositore, capace di far breccia su chi lo ascolta, lo dirige e lo suona.
Tra le esperienze di lavoro ricorda con piacere anche “Gli 80 anni di Mogol” e “Music” con Paolo Bonolis: tutti progetti che gli hanno permesso di muoversi tra la musica italiana a quella internazionale.
Diego Basso cosa ne pensa di Sanremo Young, gli emergenti, Il Volo
Invece “Sanremo Young” è stata per il Maestro un’esperienza bellissima, tramite la quale è riuscito a far emergere i ragazzi in maniera incondizionata, grazie anche al rapporto trasparente tra autori, maestro e la parte artistica. Secondo il Direttore, si può lavorare con serenità e tranquillità, cercando di trovare l’artista vero, senza avere spinte o costrizioni. Per questo ringrazia la Rai, Antonella Clerici, il Dottor Mazzi, che gli hanno lasciato libertà assoluta, e sui giovani dice:
«I ragazzi di oggi hanno qualcosa da dire. Io penso che l’ultimo Sanremo abbia fatto vedere un cambiamento totale del mondo-Festival. Penso non ci si possa esimere dai cambiamenti del mondo, bisogna essere bravi a stare al passo coi tempi. Un ragazzo per arrivare deve avere tanta forza e dev’essere perseverante, come lo eravamo noi, ed è importante anche lo studio e il pensare di non mollare mai.».
Su Sanremo 2024 aggiunge che è stato, secondo lui, il miglior Festival dei cinque diretti da Amadeus, perché ha avvicinato i giovani e tutti hanno usufruito dell’orchestra e, in generale, è stato anche un’ottima vetrina.
Secondo Diego Basso, per emergere in generale nella musica, è necessario avere personalità e talento ma non basta. Tante volte tutto questo è presente ma c’è bisogno di tempo e stimoli per far sì che un artista esprima a pieno se stesso.
Il Maestro è stato Direttore d’orchestra de Il Volo, dirigendo una tournée realizzata tra Italia, Europa e America. Per il Direttore a contraddistinguere il trio è un mix di unicità, sacrificio, fortuna e l’immancabile passione:
«Credo che abbiano rappresentato l’Italia nel mondo in modo molto bello e originale. E poi hanno avuto un gran merito: quello di aver portato la musica lirica ai ragazzi.».

Disney in orchestra, Ennio Morricone e soprattutto Plays Queen!
Diego Basso ha dato frutto ad un suo sogno con “Disney in orchestra”: un progetto ideato con Icona Music nel 2023, anno del centenario di Walt Disney. Per questo ha spaziato dalla sinfonica classica al pop, fino al jazz degli Aristogatti, ripercorrendo così la grande storia musicale della Disney insieme agli allievi della sua Art Voice Academy.
Prima di questo, nasce 20 anni fa il progetto musicale su Ennio Morricone che si evolve nel tempo. Il Maestro ha passato in rassegna 400 colonne sonore prima di scegliere quelle più classiche, ricercate e anche meno famose, che hanno arricchito il repertorio da lui riproposto.
Poi ci sono i Queen, che hanno un posto importante nella sua vita musicale: l’accompagnano fin dalla giovane età, lui è estimatore del gruppo ed ha anche diretto il tributo nella serata finale del 70° Festival di Sanremo.
A partire dal 28 febbraio parte il tour in tutta Italia denominato “Plays Queen”, insieme all’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e le voci soliste di Art Voice Academy, con la voce lirica del soprano Claudia Sasso e le performance soliste di Manolo Soldera. La novità del tour è l’apertura di ogni concerto con un’ouverture esclusivamente musicale, creata e firmata dal Maestro Diego Basso. Non sarà una semplice esecuzione ma una reinterpretazione coinvolgente dei brani storici dei Queen.
Cosa ci si aspetta da Plays Queen? Ulteriori info e curiosità

Per “Plays Queen” Diego Basso è stato ispirato anche dall’incontro e lo scambio musicale ed emozionale con Brian May, famoso per essere il chitarrista dei Queen, il quale ha confermato quanto loro pensassero già al mondo della sinfonica nei loro progetti.
“Plays Queen” sarà un rock sinfonico, cantato da uomini e donne, che non vuole scimmiottare affatto Freddie Mercury ma offrire un proprio punto di vista musicale.
Cosa ci si aspetta da “Plays Queen” quindi? Quasi 2 ore di spettacolo, la presenza di 40 componenti in scena, concerto totalmente live, arrangiamenti targati Diego Basso.
Una data da ricordare, se si vuole seguire fino in fondo Diego Basso, è il 22 marzo: all’Ariston di Sanremo con “Lucio in Orchestra” il Maestro farà un omaggio a Lucio Dalla, insieme a Francesco Balestra.
Per il Direttore “La musica ha una M sola”: unisce e mai divide. Abbracciando questo mood, e senza troppi interrogativi, lasciamoci trasportare dalla musica del Maestro, amabili e liberi come le sue melodie.
Leggi anche: “Ho vinto il Festival di Sanremo” di Marco Rettani e Nico Donvito: un vivido affresco dei vincitori
Leggi anche: Diaframma all’Arci Bellezza di Milano: un ritorno scatenante di pura musica indie e desideri