Il Conte Biagio: «Ho sogni grandi che si stanno avverando. La musica è casa e nella mia qualcuno si rivede.»

il conte biagio intervista

Il Conte Biagio, sorseggiando un buon cocktail, mi parla di sé e della sua musica, e va piano, proprio come canta nel primo pezzo del suo ultimo e omonimo album “Piano Bar”. Si prende tutto il tempo per riflettere e raccontare dei suoi progetti musicali, degli obiettivi raggiunti, dei sogni da realizzare. Tutto questo ed altro lo puoi leggere qui di seguito.

Biagio Conte, in arte “Il Conte Biagio”, si avvicina alla musica all’età di 5 anni, anche attraverso le prime occasioni ricreative all’asilo, e partecipa allo Zecchino d’oro. Tra le sue prime conquiste musicali in tenera età: una chitarra costruita dal nonno dopo avergli manifestato tanto interesse.

Per l’artista la musica è prima di tutto un modo per relazionarsi col mondo, data la sua timidezza. Invece, il suo più recente progetto, “Piano bar”, nasce dalla voglia di tornare a far musica dopo due anni dall’ultimo album, e rimettersi pienamente in gioco. Il titolo del suo attuale frutto artistico gli ricorda l’infanzia e il suo primo approccio al pianoforte.

Il Conte Biagio e il suo ultimo album: «Dai smettila di sognare, prendi tutto e fai Piano Bar!»

A partire da “Piano Bar”, la prima traccia, il cantante vuole smettere di sognare e basta o pensare, e piuttosto intende iniziare a fare piano bar, quindi a concretizzare quei desideri sepolti nel cassetto. Lo dice a se stesso ma anche a tutti noi, sulle note di un pianoforte che l’accompagna dall’inizio.

“Non sembra Milano” è risveglio, Biagio canta «Fanculo le convinzioni, voglio viver d’emozioni!».

Procede con “Ancora un po’”, anche se «sognare non è così semplice»: pessimismo mischiato a speranza, come un dialogo interiore che si conclude «tutto bene».

Poi arriva “Veronica”, come un incontro o come «una canzone che ci sta già e che nessuno capirà».

Le sue aspirazioni emergono anche da “Sogno“, 5° pezzo dell’album, in cui intona: «Sogno di scrivere la canzone che la radio passerà».

Dolcezza e gratitudine in “Mamma”, brano attraverso il quale si celebra la persona che ci ha messi al mondo.

“Barche” invece è la più intima di tutte e la preferita dall’artista, avvolge con la musica e le parole e fa «sorridere forte».

Un’altra canzone che arriva alla fine e va a fondo è “Anche se tu non lo sai”, e dice più o meno così: «ci proverò a lasciarti andare dove non servono le parole, quelle capite male.».

Ieri, oggi, domani: la musica del cantautore Il Conte Biagio si sa fare aspettare

Biagio Conte si sente un cantautore, ma possiamo tranquillamente dire che lo sia, canta quel che scrive e segue un filone prevalentemente pop e tendenzialmente indie.

Tra i suoi lavori passati: “Università”, con il quale ha iniziato a parlare di sentimenti, sessualità, pregiudizio, e altri due dischi di cui non c’è traccia, ovvero “Le mie depressioni” e “Bustarzio city”, tramite i quali cantava più degli altri che di se stesso. Con “Le mie depressioni” si è presentato anche ad XFactcor.

«Io ho sogni grandissimi e in parte si stanno avverando. Nei pezzi che scrivo qualcuno si rivede, può sembrare una roba scontata e invece anche quello per me è un sogno che si realizza.».

Condivide queste parole Biagio, mentre passa in rassegna la sua musica passata, presente e futura. E poi aggiunge:

«La musica è un po’ la mia casa e di sicuro il sogno è quello di continuare a farla e riuscire ad essere capito sempre di più, perché poi si fa sempre un po’ fatica a trovare il proprio spazio.».

Il Conte Biagio ha stima musicale per artisti attuali come Colapesce e DiMartino, Lucio Corsi, Cremonini, Lucio Dalla, soprattutto per l’attenzione che quest’ultimi dedicano ai testi. Allo stesso tempo si lascia ispirare da Vasco Rossi.

Se sei arrivato fin qui e nel frattempo ti fosse venuta voglia di ascoltarlo dal vivo, da marzo inizia il suo tour in acustico e in giro per l’Italia, invece tra marzo e aprile potrebbe uscire un nuovo singolo. Inoltre, in estate sarà possibile assistere ad esibizioni live insieme alla sua band.

«Come le barche in mezzo al mare io so aspettare»: canta l’artista, e allora aspettiamolo ma senza lasciarci sfuggire la possibilità di conoscerlo direttamente, insieme alla sua musica scandita da dolci e sincere parole.

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