Francesco Maria Mancarella è un compositore e pianista italiano che dipinge la musica, realmente: attraverso “Il pianoforte che dipinge” propone il concetto di “Now I see”, progetto audiovisivo che mette insieme musica e pittura in un’espressione che affascina dall’inizio alla fine.
L’artista sostiene con convinzione che «Se una cosa la puoi sognare, vuol dire che la puoi creare, può essere tangibile.». Lui la musica la vive da sempre e la compone da più di 10 anni, con il suo progetto che unisce due arti sensoriali affini: quella pittorica e la musicale, le stesse che convergendo insieme all’interno di una tela diventano un vero e proprio contenitore d’unicità.
Come funziona “Il pianoforte che dipinge”? Lo racconta Francesco così:
«Il pianoforte che dipinge è spogliato dalle corde e batte i suoi martelli, che diventano martelli di colore, sulla tela. Estratta quest’ultima dal pianoforte, si può ascoltare il pezzo direttamente inquadrando il qr code presente sulla tela stessa e quindi si può ascoltare il quadro in tempo reale. Questa è la mia visione di musica, la utilizzo per veicolare i miei brani inediti che hanno questo nuovo accesso sensoriale.».
L’idea nasce nel 2012 e ad ispirarlo è il suo vicino di casa, un grande collezionista di arte contemporanea che a detta dell’artista:«Toglie la bellezza dagli occhi degli altri per averla tutta per sè». Un’attività affascinante per Francesco Mancarella che inizia a chiedersi se sia possibile nei confronti della musica. Alla sua domanda risponde inventando “Il pianoforte che dipinge”, che ha richiesto due anni circa per creazione, costruzione e brevetto.
L’album “Nord” di Francesco Maria Mancarella, come “orizzonte di vita”
L’ultimo album di Francesco Maria Mancarella è “Nord”: 8 tracce di musica come fosse pittura decisa che da “Aura” a “Improve” procede con intensa costanza e determinazione.
Il progetto nasce in Islanda ed è frutto di un viaggio introspettivo, immerso nella natura, durante il quale gli occhi dell’artista hanno raccolto quel che potevano. Tutte quelle impressioni le ha fatte sue e trasformate in musica, seduto al pianoforte a Reykjakìv, componendo per circa sei ore ininterrotte. Un flusso quasi immediato sul quale l’artista dice:
«Quello che mi rimane è una sensazione di grande verità, di un momento molto importante della mia vita in cui mi sono seduto al pianoforte e non ho pensato a niente se non a suonare e a seguire le melodie. “Nord” è un viaggio stupendo, che racconta l’aurora boreale che ho potuto vedere: è un’esperienza bellissima che non capita spesso e che consiglio. Tutto è all’interno di questo lavoro per pianoforte, è anche il mio primo disco in cui suono solo il piano. Quest’aria di Islanda che ho respirato è registrata nelle note e ogni volta che penso ad un brano penso che quei microfoni possano captare l’atmosfera del luogo.».
“Nord” è intrinseco di significato, non è solo un punto geografico ma è anche un orizzonte di vita, come lo descrive Francesco:
«Questo orizzonte, chiamato “orizzonte ermeneutico”, ci permette di attingere all’interno di quello che noi conosciamo per tirar fuori altro. Però se il nostro orizzonte ermeneutico rimane molto ristretto, noi abbiamo pochi elementi con cui poter interagire ma se questo orizzonte diventa sempre più grande, la scoperta diventa varia e possiamo prendere sempre nuovi ingredienti e creare ricette più gustose.».

Il pensiero di Francesco Maria Mancarella è racchiuso in “Nord” e include “Under the light”
Quindi “Nord” rappresenta tanto il pensiero dell’artista:
«È questo orizzonte: mettersi i paraocchi, non troppi, andare a testa bassa e lavorare verso un obiettivo per cercare in questo modo di amare quello che facciamo e di occupare il nostro tempo nel migliore dei modi. “Nord” è questo, e vorrei che le persone che lo ascolteranno si rifacessero a questo mio pensiero e provassero ad utilizzarlo come sprone per migliorarsi. Perchè non c’è una gara, se non quella con noi stessi.».
A differenziarsi da tutte le altre composizioni c’è “Under the light”, un valzer più movimentato, posizionato a metà dell’album. Come dice Francesco, racchiude al suo interno una duplice vestibilità: è musica classica, jazz, gli accenti cambiano e diventa quasi inafferrabile. Il pezzo si rifà alla prima volta in cui l’artista ha visto l’aurora boreale:
«Under the light” è magnetica come l’aurora boreale, è questo modificarsi, è questo cambiamento, è questo movimento, come fosse una grande danza.».
Ad interessare Francesco quando compone è l’aspetto melodico ed emozionale. Pur possedendo valevoli capacità tecniche non le ostenta quando suona e non segue un unico genere, la sua è una continua contaminazione: di musica classica, jazz, pop e non solo. Anche per questo, soprattutto in ”Nord”, non fa riferimento ad un ascoltatore tipo e ai suoi concerti vede tanta gente diversa.
Le esperienze importanti, come Direttore d’orchestra per Alessandra Amoroso a Sanremo 2024
L’artista ha già realizzato importanti sogni, come stipulare un contratto con la Sony e dirigere un’orchestra. Quest’ultimo lo ha vissuto a Sanremo 2024 accompagnando Alessandra Amoroso, che già più di un anno fa gli aveva promesso a Miami di portarlo al Festival, e così è stato:
«Dirigere l’orchesta per Alessandra Amoroso è stata un’esperienza immensa, lei è un’artista instancabile, sempre carica di energia, che dà sempre il mille per mille e non mette mai da parte nessuno. Mi ha fatto salire sul palco dell’Ariston, e sono stato l’unico Direttore d’orchestra a salire sul palco invitato da lei.».
Poche ma intense le collaborazioni che gli hanno cambiato la vita, a parte quella con Alessandra Amoroso: l’incontro col pianista, compositore e amico Francesco Taskayali, con il quale ha condiviso il suo percorso artistico e cambiato il suo approccio alla musica.
Anche Enrico Lo Verso, insieme a lui ha girato i teatri di tutta Italia, ha vissuto esperienze stupende e ha imparato ad intessere una relazione diretta con il pubblico.
Invece con il cantante Matteo Cazzato ha vissuto due tournée importanti e la collaborazione con i Sud Sound System, in più tanti progetti in giro per l’Italia. Queste le esperienze più rappresentative per il percorso musicale di Francesco Maria Mancarella, che infine si augura:
«Che la mia vita venga stravolta sempre e che io faccia delle cose che possano contribuire a migliorarmi sia personalmente che artisticamente. Il mio augurio più grande è di essere sempre felice, che è un fattore da non sottovalutare, perché spesso diamo priorità più o solo alla carriera professionale.».

Le ispirazioni di Francesco e i progetti futuri, fatti di Festival, curiosità e novità
L’artista musicalmente si lascia ispirare da grandi pianisti del passato ma anche band come Dirty looks, artisti jazz come Brad Mehldau, e in generale da tutto quello che lo attrae. Anche la sua casa al mare a Lecce è per lui fonte di creatività.
Francesco ci mette tanto impegno nel portare avanti la sua carriera personale, la musica gli ha dato tutto ma gli ha tolto altro:
«Quando torno a casa la mia soddisfazione è che in un modo o nell’altro ho lavorato per la mia passione, per quello che mi piace e penso che ogni esperienza nella vita possa essere un’opportunità. Anche le mie attività collaterali, come l’insegnamento ad esempio, sono un’opportunità per me di mettermi alla prova, di relazionarmi con persone nuove, di poter imparare.».
Francesco Maria Mancarella si descrive come una persona molto curiosa, nata e vissuta in una famiglia di musicisti, quindi all’interno di una grande ed intensa bolla sonora. Non pensava di intraprendere questo mestiere, è avvenuto tutto in maniera naturale e adesso adora il suo percorso e sente di essere molto fortunato perché il suo lavoro è ciò che più gli piace.
Inoltre, quando compone un pezzo l’ascoltatore sente che è suo: questo è il grande complimento che apprezza maggiormente.
Se sei arrivato fin qui e hai l’interesse di ascoltare da vicino l’artista, da fine maggio a settembre sono previsti suoi eventi musicali, e puoi visionare il calendario dettagliato sui social. Probabilmente lo vedremo esibirsi nei più grandi festival italiani, com’è successo negli scorsi anni. Tu segna le date, soprattutto se non vuoi perderti i suoni d’Islanda e il suo tocco distintivo!
Leggi anche: Il Conte Biagio: «Ho sogni grandi che si stanno avverando. La musica è casa e nella mia qualcuno si rivede.»
Leggi anche: Diego Basso su Plays Queen e i progetti nel mondo: «La musica ha una M sola!»