Cassio: «Il mondo non è fatto per ascoltare le storie felici. Io percepisco in maniera più forte altre cose»

cassio intervista simone brondi

Cassio è Simone Brondi, cantautore livornese che si muove tra indie rock ed elettronica. La sua carriera musicale inizia nel nome de La Maison, gruppo psichedelico da lui fondato con il quale ha suonato per le vie di Londra fino al 2012.

Di lì a poco, spinto da Andrea Pachetti, inizia a scrivere e a incidere il suo primo disco in italiano: “19 luglio 1944”.

«In “19 luglio 1944” ci sono dei pezzi forti però è acerbo, mi dà fastidio ascoltarlo oggi: non riconosco la mia voce, non riconosco me, perché non l’avevo mai fatto.».

Il titolo dell’album richiama il nome della via dove abita, perché il progetto è stato pensato tutto lì. Cassio nutre un profondo senso di appartenenza verso il luogo in cui vive, per lui casa è casa, nonostante l’indole errante che incarna, e il nome del disco vuole celebrare proprio questo suo sentire. Inizialmente scrivere e cantare in italiano lo mette in soggezione, probabilmente perché così si percepisce più vulnerabile e messo a nudo.

«Non parlo se non c’è niente da dire. Se dico qualcosa è perché ne ho bisogno, per me musica è terapia.».

È in questo modo che parla del suo approccio alla scrittura, ai sentimenti, alla musica che produce. Simone non cerca consensi quando compone, lo fa per se stesso, come pubblicare l’EP a ridosso dell’estate: a lui non importa rispettare i tempi discografici, il suo desiderio è condividere quel che è adesso, dal momento che domani può cambiar tutto. Vuole che il nuovo lavoro abbia come impronta il dolore, che non vede l’ora di portare live: momento in cui si diverte di più ed esprime la sua musica, che dal vivo è fisica ed intensa, travolge e commuove.

Cassio, i pezzi del prossimo EP e la nota triste

Tra i pezzi recenti è da menzionare “Elliot”, che prende il nome da Elliot Smith, uno degli artisti che a Simone ha cambiato la vita. Il brano è definito da lui stesso un po’ un frullato che nel tempo è cambiato, si è trasformato ma rimanendo comunque fedele. Mantiene quella vena intima, da cameretta, sia nei contenuti che nella composizione, ma soprattutto anticipa l’EP che uscirà a breve.

Con “Marti” e “Mercoledì”, tra le canzoni più intriganti, è riuscito a mettere più a fuoco scrittura e canto, e non a caso segnano il suo cambiamento.

Invece è uscito il 18 aprile “Amore ti odio”, una dichiarazione d’amore in pieno stile “cassiano”.

Ad avvolgere l’artista è un’aura decadente e controcorrente, che probabilmente racchiude un mondo ancora tutto da far emergere e saggiare. Mentre il leitmotiv della sua musica è una nota triste, che scandisce ogni traccia:

«Il mondo è pieno di gente che parla di cose felici ma mi sta un po’ sulle palle. Raccontare la felicità alle persone è qualcosa che non mi appartiene. Se sono felice è molto probabile che starò zitto e non sento il bisogno di doverla raccontare. Il mondo non è fatto per ascoltare le storie felici. Io percepisco in maniera più forte altre cose. Di Jovanotti ce n’è tanti, io non sono quella roba lì.».

L’imperfezione, la fame, l’animo gypsy in Cassio

Simone Brondi è una persona e un artista che cambia pezzo dopo pezzo:

«Mi sento diverso rispetto a quello che ho registrato fino ad ora, quello che uscirà adesso è abbastanza fedele invece, perché ho cominciato ad approcciarmi alle registrazioni in maniera diversa. Il primo disco è nato in studio, adesso nella costruzione delle canzoni ci sono anche gli altri ragazzi che mi danno una mano ed esce già più come sarà nel live. Io da solo arrivo fino ad un certo punto, i ragazzi che suonano con me da sempre mi danno una mano. Più cervelli insieme mi fanno sentire più sicuro e meno solo.».

In passato si è dato anche alla musica gypsy-psichedelica ma adesso si sente più gypsy e poi aggiunge:

«A me piacciono le cose sbagliate, la perfezione e la gente perfetta non mi piace. Io non lo sono e non mi piacerebbe una versione di me impeccabile, non mi apparterrebbe, da sempre.».

Quando crea si lascia ispirare anche da minuscoli spunti che risultano preziosi ai suoi sensi, ricrea partendo da intuizioni:

«Questo succede quando sei attento, quando hai fame, quando hai bisogno di terapia, e io cerco parole, cerco immagini, cerco di scavare pozzi e infilarmici dentro. Sono fortissimo a scavare.».

Al momento non è interessato a ricreare delle collaborazioni, si sente in piena sintonia con i componenti del suo gruppo e non pensa ad altre combinazioni. Invece agli artisti che come lui aspirano ad emergere dice:

«Se guardi quello che ho fatto io, fai proprio il contrario che di sicuro non sbagli.».

Cassio è un artista libero, che sente, comunica e si lascia dominare solo dalla sua musica. Mette tanta curiosità scoprire dove lo condurrà questo suo modo spontaneo di essere. Tu ne sei curioso? Se è sì, puoi conoscere date, progetti ed altro sulla sua pagina Instagram. Vai e lasciati investire, soprattutto dalle sue performance live!

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