Milano ha il talento di accendersi quando meno te lo aspetti, e giovedì 19 marzo lo ha fatto nel modo più autentico possibile. Negli spazi della Fabbrica del Vapore, lo Spring Party – Primavera di Visioni Indipendenti ha preso forma come qualcosa di più di una semplice serata culturale: è stato un attraversamento collettivo tra linguaggi, generazioni e possibilità.
L’evento ha messo al centro ciò che spesso resta ai margini: la necessità di dare spazio a una creatività giovane, libera e non filtrata. L’ingresso gratuito, con registrazione obbligatoria, ha contribuito a creare un pubblico eterogeneo, curioso, presente.
I saluti introduttivi ci sono stati tra Elena Mearini, Direttrice della Piccola Accademia di Poesia Elena Mearini, e Luca Pollini, Patron del Festival di Re Nudo e Direttore della rivista Re Nudo.
Invece a rompere il ghiaccio musicalmente è stato Omar Pedrini, cantautore e chitarrista italiano, ex leader dei Timoria, in un dialogo intimo tra parole e musica. Un intervento che ha subito impostato il tono: personale, diretto, senza distanza tra palco e platea. L’artista ha portato sul palco con voce e chitarra “Sole spento”, celebre pezzo realizzato con e per i Timoria nei primi anni 2000. L’intensità del brano e dell’interpretazione ha emozionato e coinvolto il pubblico, del passato e del presente. L’artista ha anche svelato l’origine di questa canzone, che in realtà si presta a più letture: nasce come frutto di una lettera di un detenuto, e riconsiderarla anche sotto questo punto di vista ha aiutato a comprenderne meglio il valore e accoglierne la forza e l’impatto sull’ascoltatore.
Con e dopo Omar Pedrini, ancora musica, poesia e performance
Più che una scaletta, quello dello Spring Party è stato un flusso. Un continuo passaggio di testimone tra arti diverse, senza gerarchie e senza interruzioni nette.
Sul palco si sono alternati momenti molto diversi tra loro, ma coerenti:
- il live dei Volume 6 e quello delle Shamals, tra jazz, soul e contaminazioni contemporanee
- la lettura scenica “La stupita per mestiere” di Milena Contini, sospesa tra ironia e riflessione
- l’omaggio teatrale a Eleonora Duse, restituita come figura radicalmente attuale
- la performance di Luben, in equilibrio tra parola poetica e ritmo urbano
- il live painting dei Popos Locos, che ha trasformato lo spazio in un organismo visivo in continua evoluzione
Quello che è emerso non è stato un semplice programma, ma una comunità temporanea, capace di riconoscersi nel fare artistico come pratica condivisa.

Le Notti dell’Underground: quello che arriverà parte già da qui
Se lo Spring Party ha avuto il sapore di un’apertura, è perché lo è stato davvero. La serata ha infatti anticipato Le Notti dell’Underground, il Festival di Re Nudo in programma dall’11 al 14 giugno, ancora una volta alla Fabbrica del Vapore.
Il tema scelto, “Un futuro bifronte”, è già una dichiarazione: non una visione univoca, ma una tensione continua tra utopia e distopia, tra crisi e possibilità. La call aperta agli artisti under 30 attraversa tutte le forme espressive, dalla scrittura alle arti visive, dal teatro al cinema.
E forse è proprio questo il punto: lo Spring Party non ha chiuso una serata, ma ha aperto un processo. Inoltre venerdì 10 aprile, negli spazi della Fabbrica del Vapore, si chiude Un futuro bifronte / scenari sul domani, il workshop firmato Re Nudo e ideato da Elena Mearini e Luca Pollini.
Quello del 10 aprile non è un punto di arrivo, ma un passaggio. I lavori sviluppati durante il workshop, guidati da un team di tutor che ha intrecciato linguaggi e competenze (Silvia Beillard per il teatro, Riccardo Casiccia per il racconto visivo, Elena Mearini e Angelo De Stefano per la poesia, Luciano Sartirana per la letteratur) troveranno spazio pubblico durante Le Notti dell’Underground – il Festival di Re Nudo.
Il Festival, in programma dall’11 al 14 giugno sempre alla Fabbrica del Vapore, si prepara così ad accogliere non solo opere, ma percorsi già attraversati, idee già messe alla prova, visioni che hanno iniziato a prendere corpo.