Ingrid Carbone e il dialogo tra pianoforte e matematica: «Per me è importante fare musica come fosse una rappresentazione teatrale»

ingrid carbone intervista

Ad ascoltare i brani della Pianista e Matematica Ingrid Carbone sembra di assistere a dei veri e propri dialoghi:

«Sei proprio entrata nel cuore del mio desiderio interpretativo. Io innanzitutto cerco di immedesimarmi in quello che era l’intenzione del compositore, ma quello che per me è importantissimo è fare musica come se fosse una rappresentazione teatrale, evidenziando i personaggi.

Questo dialogo che io cerco di rappresentare nella migliore maniera possibile è quello che percepisco quando suono, alla fine di un processo di lavoro, di studio, di ricerca: con le mani io cerco di rappresentare più piani sonori, voci diverse, intenzioni diverse. Quindi questo dialogo è proprio alla base del mio desiderio di fare musica.».

Gli album di Ingrid Carbone che è già possibile ascoltare sono “Ruggiero Leoncavallo”, “Liszt: Le sentiment de la nature”, “Franz Schubert – L’enchantement retrouvè”, “Franz Liszt: Les Harmonies de l’esprit”: ad entrarci dentro si scorgono personaggi, animali, parole, sensazioni familiari o meno, dai diversi toni che la musica riesce a donare loro.

L’artista è pianista ma è anche ricercatrice e docente di ruolo presso l’Università della Calabria, dove insegna Analisi Matematica e svolge attività scientifica con pubblicazioni su riviste internazionali e conferenze su invito in Europa e Canada. A proposito delle sue due anime, sostiene:

«La sintesi, quel punto di incontro tra musica e matematica, per me è proprio la padronanza del pezzo, che poi si realizza sul palcoscenico in un incontro, ma si può realizzare anche e soprattutto nell’incisione di un album.».

La Calabria, la natura, la relazione con gli studenti di Ingrid Carbone

Ingrid Carbone tramite la musica ha voluto anche valorizzare le sue origini calabresi e lo dimostra l’attenzione alla natura che emerge nella sua discografia. Invece nel suo rapporto con gli studenti è spesso condivisa anche la dimensione da artista:

«Mi è capitato che i miei ex studenti o studentesse negli anni mi abbiano seguita. Dopo che sostengono l’esame rimaniamo sempre in ottimi rapporti, io cerco sempre di far prevalere l’aspetto umano e non solo quello professionale e sanno sempre che possono contare su di me per qualsiasi consiglio.».

La pianista vive le lezioni di matematica come fossero opere non ripetibili, uniche per chi le espone e anche creative per chi le ascolta:

«Nelle lezioni in particolare io credo che ci sia una contaminazione: la matematica è oggettiva e non è interpretabile, quindi c’è limite e anche bellezza. Ma io posso inventarmi un modo per arrivare all’argomento che è completamente nuovo, a cui non ho pensato prima e quella sì che è una componente di creatività.».

Tra Europa, Asia e Medio Oriente: la musica di Ingrid Carbone si espande

Suonare in contesti culturali diversi tra Europa, Asia e Medio Oriente cambia il suo modo di vivere e trasmettere la musica:

«Per me è sempre importante capire chi ho di fronte. Nel momento in cui sono al pianoforte è chiaro che la mia interpretazione non cambia, però cambia la mia percezione di quello che ho intorno, specialmente in Medio Oriente, dove la cultura occidentale è arrivata da poco tempo. Lì c’è una sete, in Medio Oriente, ma anche in Oriente: c’è proprio un desiderio enorme di capire, di comprendere, di assorbire. E quindi per me, da un punto di vista non solo professionale, ma umano, è proprio diversa l’esperienza, perché per me non è solo dare e donare, ma è ricevere. Io ricevo molto quando vado in questi posti.».

A proposito di piani futuri, l’artista sta lavorando ad un progetto discografico che è collegato ai primi tre album e che avrebbe una naturale continuità con essi ma nel frattempo sta riflettendo sull’ipotesi di fermarsi un attimo e realizzare un album su un noto compositore italiano.

Insomma, la Pianista e Matematica è animata da tante idee e desiderio di creare e alla domanda “Se dovessi associare la tua musica a una forma o idea geometrica, quale sceglieresti e perché?”, ha risposto:

«La associerei a un poliedro, a una figura tridimensionale innanzitutto, non bidimensionale, quindi non a una struttura piana, ma ad una struttura che si colloca nello spazio. E l’associerei ad una figura che abbia una simmetria, che quindi abbia tutte e quante le facce uguali, ma tante tante tante facce, cioè un qualcosa che si illumina, che dà dei riflessi diversi, cangiante in qualche maniera, ma che dia tante sfumature. Come figura geometrica penso a questo: qualcosa di perfetto e bello.».

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