Impreziosito di nuovi suoni e ricordi è il nuovo album de Le Rose E Il Deserto, progetto musicale di Luca Cassano, cantautore d’origine calabrese. L’avevamo conosciuto con “Io non sono sabbia”, e lo abbiamo ritrovato arricchito in “Cocci sparsi”.
Le Rose E Il Deserto abbraccia e rincorre vecchi e rinnovati linguaggi, il punto forte è proprio l’espressione, non solo musicale ma emotiva e testuale. La sua è proprio una ricerca attiva e attenta, che lui percorre brano dopo brano.
Giochi d’immagini e più significati: è questo che contraddistingue principalmente la poetica di Luca Cassano. Lui non si accontenta, va oltre il senso scontato delle parole, esplora e fa esplorare. Regala fotografie intime, che trova appagante condividere. Non si fa capire immediatamente, ma lo desidera.
Nelle sue canzoni continua a portare le scie degli aerei, il mare e la sua Calabria. Lo si intravede nel suo sguardo e modo di guardare.
Lo abbiamo visto esibirsi domenica 23 luglio a Roma, perché tra i semi-finalisti del Premio Lunezia, e vedremo un suo prossimo album forse nel 2024, ma è tutto in divenire.
Intervista a Le Rose E Il Deserto su “Cocci sparsi”
In una giornata calda di luglio a Milano ho chiacchierato di musica con Le Rose E Il Deserto, che mi ha raccontato i retroscena e non del nuovo album “Cocci sparsi”.
Rispetto al debutto, non si sente cambiato a livello di scrittura, infatti dice di aver composto i brani di entrambi i lavori quasi contemporaneamente. Invece lato musicale sì, viste le nuove collaborazioni. Se il primo progetto era più essenziale, nell’ultimo ha allargato lo spettro acustico. Lo stesso afferma:
«Se “Io non sono sabbia” è un disco molto pop, anche un po’ plasticoso, “Cocci sparsi” è elettronico a tratti e anche un po’ post rock. C’è stato un percorso.»
È stata anche un’elaborazione interiore la sua, una sorta di bilancio dai 33 ai 37 anni, periodo che lo ha visto impegnato musicalmente.
«Cocci sparsi è un disco di raccolta, mi sono guardato indietro e dentro e ho visto e capito quali cocci ho portato con me. Il giochino dei cocci sparsi è quello di quando vai sulla spiaggia e raccogli pezzi di vetro, sassi, legnetti e te li porti a casa, e poi ci inventi delle storie. Cocci sparsi è stato un album tramite il quale ho voluto raccontar-mi le mie storie.»
Luca crea la sua musica non immaginando un pubblico, lo fa principalmente per pura espressione artistica e personale e anche questo rende i suoi pezzi autentici.

La nostalgia in “Cocci sparsi” e le collaborazioni artistiche
Le Rose E Il Deserto è un gran nostalgico, a lui piace tanto ricordare e giocare con l’ascoltatore, senza mai rivelare tutto su quanto sia suo e quanto sia solo frutto della fantasia.
Però qualche curiosità ce la rivela:
«Le prime quattro canzoni parlano di me, le ultime sono quelle che a parer mio parlano di noi tutti, dell’umanità, del nostro luogo nel mondo. Gino ed Alice e Mappe sono una nicchia di intimità e anche due storie d’amore, musicalmente segnano uno stop: sono molto lente, dilatate, scarne negli arrangiamenti. E quindi c’è questo viaggio in cui domina la chitarra acustica all’inizio e l’elettronica in un secondo momento.».
L’album è stato prodotto in quasi un anno, Luca ci ha messo solo la voce stavolta e ha goduto della collaborazione di: Marcello Patelli alle chitarre, ex chitarrista de Il Teatro degli Orrori; Diego Dal Bon alle batterie; Martino Cumano alla produzione artistica, gli arrangiamenti e il basso, anche bassista di Non Voglio Che Clara; Edoardo Piccolo alle tastiere e sintetizzatore.
Tra le collaborazioni desiderate c’è Claudio Gnut ma soprattutto Giorgio Canali (con in quale è già in contatto), che lui definisce un sogno nel cassetto e vorrebbe tanto che un giorno producesse un suo disco.
Inoltre dal vivo lo potremmo vedere esibirsi con Agostino Marino al contrabbasso, Fabio Gloiter alla fisarmonica, Lucio Sagone alla batteria.
L’arte de Le Rose e E Il Deserto in 300 poesie all’anno
Luca Cassano è anche un poeta: scrive poesie, circa 300 all’anno e le ha pure pubblicate in un libro nel 2021, dal titolo “Poesie a gettoni”.
Un progetto che lo vede attivo dal 2020, anno in cui ne ha prodotte circa 80. Attualmente continua a coinvolgere anche i social, sfruttando il motto “Regalami una parola che ti piace e io ci scrivo una poesia!”. Le Rose E Il Deserto di solito prende spunto da un termine, regalato dai follower di Instagram e si abbandona poi al processo creativo.
Quest’estate lo vedremo esibirsi e leggere un po’ delle sue poesie in Calabria e poi magari in giro per l’Italia. Intanto ascoltiamole le sue opere, per conoscerlo e apprezzarlo fino in fondo.
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