La Bella Estate di Laura Luchetti? Essenziale nei dialoghi, le immagini e soprattutto nelle musiche di Francesco Cerasi.
Tratta dall’omonimo libro di Cesare Pavese, e ambientata nella Torino del 1938, la pellicola racconta un importante momento di crescita della sedicenne Ginia.
Dedita al lavoro, ai sacrifici e all’affetto per il fratello, la vita di una delle protagoniste viene scossa dall’incontro con l’altro personaggio principale del film, ovvero Amelia, una ragazza più grande e disinibita che si guadagna da vivere posando per degli artisti.
Ginia ne rimane incuriosita e decide, pian piano, di farsi ammaliare da questa figura e tutto il mondo che le gira intorno.
Come se fino a quel momento avesse vissuto un inverno rigido e lontano da tiepide temperature, Ginia si allontana per un attimo dal suo mondo fatto di equilibri e certezze, stabili e monotone, e inizia ad aprirsi a calde possibilità: perde la verginità, che le pesava da un po’; frequenta un nuovo giro di amici; si fa ritrarre senza veli; sperimenta l’attrazione verso un’altra donna e si fa portavoce di un passaggio dall’adolescenza ad una fase più adulta, che la vede alle prese con i primi sussulti e le trepidazioni.
Bella l’estate che decide di attraversare! Inizialmente la subisce, poi la stravolge, le piace e sicuramente la cambia interiormente. È una stagione che regala colori alla sua personalità e la riporta in vita più matura, consapevole ed energica.
Perché, come le dice il fratello: “Non è giusto abituarsi al dolore!”, è quindi più appropriato saggiarle tutte le fasi della vita, riuscendo a trattenere un po’ di più quella bella estate che ci ha fatto esplorare, conoscere e rinascere.
Francesco Cerasi per La Bella Estate crea immagini che cantano
La musica di Francesco Cerasi con estrema delicatezza accompagna ogni momento de La Bella Estate. Sa stare sottofondo, senza mai sovrastare i diversi momenti e sentimenti dei personaggi, crea immagini che parlano e cantano.
Come dichiara Francesco Cerasi a Funweek, in riferimento al primo brano “La bella estate”:
«Si dice che al cinema la migliore musica è quella più giusta e non quella più bella. È musica applicata e, come nelle relazioni, è tutta questione di spazi. Il brano non lasciava il giusto spazio al racconto, ma è stato la mamma degli altri pezzi.».
L’artista in questo suo flusso fa un riferimento anche alla “non musica”, sostenendo che l’equilibrio degli spazi è necessario quando si compone musica per immagini e che ne La Bella Estate è stato possibile tutto questo:
«C’era bisogno di sentire la musica e la non musica, che è diversa dal silenzio».»
Francesco Cerasi e la regista Laura Luchetti si conoscono dal 2008 e hanno un’intesa molto spontanea nella musica, anche questo ha sicuramente reso più fluida la creazione delle colonne sonore, che appaiono ben incastrate le une con le altre, coerenti e in sintonia.
Un altro pezzo, languido e morbido, amalgamato bene alla storia, è Walzer Für Niedmand di Sophie Hunger: da aggiungere tra i preferiti su Spotify, insieme ad altri brani dell’artista niente male.
Se questo film è da vedere ed ascoltare? Sicuramente sì. Parole quanto basta, musica quando necessario, ed emozioni: è anche questo La Bella Estate, opera cinematografica capace di rispettare ed esaltare la versione originale.
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Professionale. Lettura gradevole nel contenuto e nella forma.