Lorenzo Cimino e Sergio Sorrentino, con il loro nuovo album “Enoscapes”, si sono ispirati a Brian Eno, ma soprattutto si sono misurati con un artista che ha cambiato profondamente il modo di concepire la musica. La sua opera, spiegano, non si limita alla dimensione melodica tradizionale, ma invita l’ascoltatore a immergersi in paesaggi sonori fatti di atmosfere, colori ed emozioni. È proprio questa capacità di trasformare il suono in esperienza sensoriale ad averli spinti a dedicargli un progetto.
L’idea alla base di “Enoscapes” non era infatti quella di realizzare un semplice tributo composto da cover, bensì di creare brani originali nati dall’emozione suscitata dall’ascolto della sua musica. Un approccio che si è rivelato tanto affascinante quanto impegnativo. Brian Eno, inventore dell’ambient music, rappresenta infatti un riferimento importante per entrambi, musicisti che da tempo frequentano e sperimentano questo linguaggio sonoro. La vera sfida consisteva nel superare il modello originale, evitare l’imitazione e arrivare a una rilettura personale della sua poetica.
Anche il titolo del disco richiama questa ricerca. “Enoscapes” suggerisce infatti l’idea di paesaggi in continua trasformazione, luoghi interiori attraversati da sensazioni mutevoli. Durante la composizione, Lorenzo e Sergio si sono lasciati ispirare dalla natura, dalla quiete e da contesti lontani dal rumore e dalla frenesia quotidiana, e hanno cercato di tradurre musicalmente quella sensazione di immersione e serenità.
Tra le opere di Eno che hanno influenzato maggiormente il progetto emerge “Music for Airports”, citata direttamente anche nel disco. In quell’album il musicista britannico immaginava una musica capace di abitare spazi pubblici e caotici come gli aeroporti, per poi trasformarli attraverso atmosfere rilassanti e immagini sonore sospese. Un concetto che i due artisti sentono particolarmente vicino alla loro sensibilità.

Come nasce “Enoscapes”, dialogo musicale tra Lorenzo Cimino e Sergio Sorrentino
Il percorso creativo dell’album ha preso forma in maniera spontanea. Inizialmente l’idea era quella di registrare soprattutto brani di Brian Eno, ma una volta entrati in studio la direzione è cambiata. Il dialogo musicale tra i due artisti ha generato nuove composizioni, nate dall’esplorazione del suo universo artistico piuttosto che dalla semplice reinterpretazione del repertorio esistente. Il risultato è un lavoro che contiene due omaggi diretti, le versioni di “By This River” e “Music for Airports”, ma che per il resto si sviluppa come una riflessione personale sull’eredità lasciata dal musicista inglese.
Nel processo creativo di “Enoscapes”, scrittura e improvvisazione hanno avuto un peso equivalente. Lorenzo e Sergio raccontano infatti come buona parte del materiale sia stata costruita e definita in fase compositiva, mentre il resto sia nato dall’estemporaneità e dall’interazione spontanea tra i due musicisti. È proprio in quella dimensione imprevedibile che, secondo loro, si manifesta la magia della musica:
«Il restante 50% è frutto dell’estemporaneità, di questa magia che la musica ci permette di realizzare».
Questa libertà creativa si riflette anche nel dialogo costante tra i loro strumenti. Tromba e chitarra non vengono vissute come entità separate, ma come parti di un unico linguaggio espressivo:
«Nessuno invade il campo dell’altro, è come se tromba e chitarra fossero un unico strumento»
spiega Sergio, e sottolinea come la complicità musicale costruita negli anni sia diventata uno degli elementi distintivi del progetto. Una complementarità che emerge tanto in studio quanto dal vivo e che contribuisce a creare quell’equilibrio sonoro che attraversa tutto il disco.
Più che un esercizio di stile o una contaminazione di generi, “Enoscapes” rappresenta per i due musicisti la fotografia di una precisa idea di musica. Un’opera volutamente distante dalle mode del momento:
«È semplicemente un album pieno di melodie, pieno di suoni, pieno di colori»
racconta Sergio, ed evidenzia come l’obiettivo fosse creare qualcosa di rilassante ma mai prevedibile, capace di assumere molteplici sfumature e livelli di lettura.
Anche le immagini che hanno accompagnato la composizione affondano le radici in una dimensione profondamente personale. Per Sergio la musica è spesso legata ai ricordi, all’infanzia, ai paesaggi e alle sensazioni che riaffiorano improvvisamente nella memoria.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla fruizione immediata dei contenuti, “Enoscapes” si propone invece come un invito alla lentezza. Lorenzo e Sergio sono convinti che esista ancora spazio per una musica che chieda di fermarsi, riflettere e sostare. I due musicisti osservano:
«Siamo in un mondo frenetico dove è tutto veloce ma la possibilità di riflettere, pensare e immaginare spazi e tempi più lunghi è indispensabile per vivere meglio».
Pur riconoscendo che le piattaforme digitali favoriscono brani brevi e immediatamente accattivanti, i due artisti rivendicano il valore dell’ascolto immersivo. Per loro un album può ancora essere vissuto come un percorso completo, dall’inizio alla fine, e non soltanto come una raccolta di singoli episodi.

Da Brian Eno, obiettivi e idea di musica per Lorenzo e Sergio
L’obiettivo finale del progetto è quindi offrire all’ascoltatore una diversa esperienza del tempo e della musica. Dopo l’ispirazione ricevuta dall’opera di Brian Eno e la necessità personale di trasformarla in qualcosa di nuovo, Lorenzo e Sergio desiderano condividere una visione fondata sulla discrezione e sull’ascolto consapevole:
«La nostra idea di musica in questo preciso momento è quella di creare ambienti sonori capaci di accompagnare chi ascolta senza imporgli nulla, lasciandogli il tempo di perdersi nei dettagli, nelle immagini e nelle emozioni.»
E se oggi l’algoritmo sembra premiare soprattutto la velocità, i due musicisti non escludono che il futuro possa riservare una riscoperta della lentezza. Sergio a proposito osserva:
«Prima o poi ci stancheremo. Forse non siamo più abituati a fermarci e ascoltare musica»
Nel frattempo, loro continuano a seguire la propria strada, convinti che esista ancora un pubblico disposto a concedersi il lusso dell’ascolto.
Per Lorenzo e Sergio, “Enoscapes” è il risultato di un percorso fatto di influenze, esperienze e linguaggi diversi che si incontrano e si trasformano. Lorenzo paragona questo processo a un grande laboratorio creativo:
«È un po’ come se avessimo messo queste tre esperienze, queste tre competenze dentro un frullatore e probabilmente nasce una cosa nuova»
Un’immagine che descrive bene la fusione tra jazz, musica d’avanguardia, arte visiva e ricerca sonora che caratterizza il loro lavoro.
I due musicisti si sono conosciuti circa cinque anni fa e, dopo le prime collaborazioni, hanno scoperto una sintonia rara:
«Riusciamo a suonare in maniera naturale ascoltandoci»
racconta Lorenzo, sottolineando come il loro dialogo musicale permetta a entrambi di mantenere intatta la propria identità artistica. Una complicità che Sergio definisce come la capacità di «suonare la tromba con Lorenzo» attraverso la propria chitarra.
Nel disco confluiscono inoltre anche le esperienze che hanno segnato il percorso artistico di Sergio, dalle collaborazioni con figure come Gavin Bryars e Philip Glass fino agli incontri più recenti.
Lorenzo e Sergio non hanno ancora deciso quale universo musicale esplorare dopo l’omaggio a Brian Eno. Proprio la forte affinità sviluppata durante la realizzazione di “Enoscapes” potrebbe portarli verso una nuova direzione: un progetto interamente originale. L’idea di un album scritto completamente “a quattro mani” appare infatti come una delle strade più naturali per proseguire un percorso artistico nato dall’ascolto reciproco e dalla condivisione creativa.
Chi sono Lorenzo Cimino e Sergio Sorrentino
Lorenzo Cimino è un trombettista, compositore e direttore artistico attivo tra jazz contemporaneo, musica d’avanguardia e arti visive. Autore di quindici album solisti, ha collaborato con importanti realtà culturali e radiofoniche, e si è dedicato da anni alla ricerca sonora e alla sperimentazione. Attualmente è Direttore Artistico del Festival Internazionale del Jazz della Spezia.
Sergio Sorrentino è un chitarrista e compositore riconosciuto a livello internazionale per il suo originale utilizzo della chitarra elettrica archtop. Ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass, Gavin Bryars e David Lang, e ha ottenuto apprezzamenti dalla critica internazionale. Le sue reinterpretazioni di compositori contemporanei hanno raccolto milioni di ascolti sulle piattaforme digitali e lo hanno reso una delle figure più apprezzate nel panorama della musica contemporanea.