L’ultimo colpo snob pop dei Morisco

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Mai sentito parlare di snob pop? È definita così la musica dei Morisco: controcorrente, nè commerciale, nè mainstream.

Loro sono un gruppo familiare, marito e moglie. Ad unirli ancor più è la musica, che non ha una connotazione temporale, è senza tempo e lo si capisce già dalle prime note del loro disco dal titolo “L’ultimo colpo”.

Si intravedono varie influenze, sia nelle parole che nelle immagini, anche richiami a vecchi film in bianco nero. La musica dei Morisco è un racconto che dà spazio anche al silenzio, è un insieme di ispirazioni.

L’album, uscito nel 2020, è anche musica pop che si muove nella corrente del pop più britannico.

Insomma, Morisco è un laboratorio di idee nuove e diverse, che comprendono anche Beatles, cultura pop dei film e dei fumetti, e tutto quello che il duo ha assorbito sin dalla gioventù, compresi narrazione del mistero e del giallo.

Il duo di Bolzano, composto da Francesca Russo e Piergiorgio Veralli, nasce prendendo spunto da una comune passione per i fumetti. Morisco è un personaggio che si muove attorno alla saga di Tex, un po’ atipico rispetto al contesto western. È uno studioso, una specie di scienziato-stregone, che vive in Messico ma ha origini egiziane. Morisco raccoglie un po’ di culture diverse e dà una connotazione fantastica e magica alla storia.

L’ultimo colpo è stato pensato come un disco di una volta, dall’inizio alla fine. Con quest’album il duo ha sentito la voglia di riprovarci e a proposito Francesca Russo afferma:

«Quelli passati sono stati anni di ascolto e maturazione, in cui, da autodidatta, ho esplorato registri più bassi, il fraseggio, gli spazi pieni e gli spazi vuoti e l’interpretazione.»

Mentre Piergiorgio Veralli dice:

«Sono maturato anche io, ho iniziato a scrivere più pensando alla voce di Francesca, le canzoni sono scritte proprio per lei.»

L’ultimo colpo: tracce e curiosità

L’ultimo colpo dei Morisco si compone di 12 brani originali e 3 cover, volutamente di sconosciuti. La loro musica nasce solitamente da un giro di basso e per strati si sovrappone tutto il resto, il testo solitamente arriva in un secondo momento.

Le storie raccontate in questo album sono di eroi non all’apice del loro successo. Il disco si apre con “Don Diego”, ovvero Zorro, che misteriosamente abbandona la scena e se ne va.

Il duo gioca con il nome di Eva Kant (intitolando un pezzo “Eva canta”) e Diabolik, immaginando questa coppia di criminali che effettua un colpo, forse l’ultimo, a cui si ispira il titolo dell’album.

Su L’ultimo colpo Francesca aggiunge:

«Come se fosse l’immagine di un caleidoscopio che racchiude in un’unica immagine qualcosa che si compone e si integra e che alla fine è fatto di tante visioni e punti di vista. È un po’ così il nostro disco.

Il filo conduttore sono questi antieroi nel momento non più fortunato della loro carriera, oppure sono raccontati da personaggi secondari. Come Marlon B, pezzo ispirato a Marlon Brando, che non è ritratto all’apice del suo successo ma nella fase finale della vita.»

I pezzi presentano una melodia leggera ma raccontano momenti di sgomento. La scrittura dei testi è affidata a Piergiorgio ma collabora anche Francesca.

Il brano principale da cui parte tutto è “Eva canta”, che è insieme mistero e avventura. Ogni pezzo è una microstoria che fa parte di una grande storia.

Per apprezzare l’intero disco l’ascolto non può essere distratto, richiede infatti  un’attenzione maggiore, dal momento che le storie raccontate presentano più sfaccettature.

“Non arrivare mai” è il pezzo più vecchio del disco, che nasce molti anni prima, ma che mantiene ancora la sua freschezza. Un brano che descrive proprio un disagio della vita di oggi, così frenetica, dove sembra di non arrivare da nessuna parte.

Il duo si esprime così sul pezzo:

«È come immaginarsi una mattina in cui ti svegli e sei oppresso da tutte le cose che devi fare e non sai se riuscirai a farle e cominci a sognare di voler cambiare vita.»

I Morisco e il loro pop elettronico “incoerente”

Il duo ha assorbito più influenze e a proposito dichiara:

«Morisco è anche pop elettronico. Noi siamo molto incoerenti, ci piace giocare sui contrasti. La nostra musica riproduce spesso ritmiche sostenute ma manteniamo sempre una linea melodica.»

Inoltre sulla cover “Spaziale” Francesca dice:

«Non è una nostra canzone ma è stata creata pensando a Mina. Mi piace cantarla perché è struggente e dà spazio alla voce, ai contenuti e all’immagine.

Infine il duo trentino conclude:

«L’ultimo colpo è la prova tangibile di quello che possiamo fare, lo dimostra anche il gradimento che c’è stato soprattutto da persone che se ne intendono di musica. Contiamo di andare avanti, anche la musica unisce sempre. Ci piacerebbe che la gente la ricordasse la nostra musica e la fischiettasse e reinterpretasse. Nel frattempo ci piace l’idea di avere il tempo di scrivere ancora canzoni.»

I Morisco hanno un tocco vintage ma sono anche molto freschi e dalla forte personalità, pronti a rimettersi in gioco. A proposito si esibiranno a Bolzano, al Teatro Cristallo, il 17 ottobre nell’ambito di una manifestazione che serve a raccogliere fondi per le donne afghane.

Si sentono liberi di cantare dove e quando vogliono e per le cause che vogliono, essendo al momento indipendenti da qualsiasi etichetta.

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