Quando si dice Tazenda si pensa a “Spunta la luna dal monte”. L’associazione è automatica, ma i Tazenda sono anche altro e l’uscita dell’album Antìstasis, avvenuta il 26 marzo 2021, ne dimostra il talento e l’evoluzione.
Il gruppo musicale ha vissuto più cambiamenti nel tempo. Nonostante tutto, è riuscito sempre a crescere e spaziare. Antìstasis ne è la conferma.
Da chi e cosa si compongono i Tazenda? Del forte desiderio d’esplorazione di Gino Marielli, dell’attenzione per le produzioni moderne di Gigi Camedda e della ricerca della semplicità stilistica e vocale di Nicola Nite.
Dall’intervista, svoltasi il 25 marzo 2021, sono emerse più curiosità su Antìstasis, nome che nel greco antico vuol dire “resistenza”.
Qui la politica non c’entra nulla. Infatti, anche per evitare equivoci, il gruppo ha voluto ammorbidire il concetto esprimendolo in un’altra lingua.

Come nasce la scrittura dei Tazenda?
Il sound-Tazenda è riconoscibile anche per il marchio “sardità”, ovvero per l’utilizzo del dialetto sardo e per l’impiego di launeddas e organetti, alcuni degli strumenti tipici della Sardegna.
Invece la scrittura-Tazenda può nascere in 2 modi e ce lo racconta Gino Marielli dei Tazenda:
«Il metodo più tradizionale è prendere una chitarra acustica e iniziare a cantare in inglese, finché arriva la melodia giusta.
Trovata la melodia, si dà spazio alle parole.
Invece alcuni pezzi nascono seguendo la scuola della canzone d’autore. Ovvero, si ricercano in contemporanea musica e parole. Così la melodia perde un po’, a vantaggio dei significati.
In questo modo il testo diventa più parlante e i suoni rimangono quasi in secondo piano. Raramente ho scritto dei pezzi dando priorità al testo rispetto alla musica.
Non a caso noi Tazenda siamo conosciuti più per le note che emettiamo. La melodia per noi è l’aspetto più importante.»
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Antìstasis che genere è?
Antìstasis, con i suoi 12 brani inediti, cantati in sardo-logudorese e in italiano, è musica impreziosita da generi diversi.
Se ascolterai l’album, potrai notare come lo stile anni ’60 riesca a starci con l’elettronica d’oggi e a dare spazio anche all’orchestra classica, senza dire no neppure al coro gospel e al funk sbarazzino.
Per apprezzare appieno il sound-Tazenda, si richiedono più e più ascolti. Non pensare di accoglierlo nella sua interezza al primo tentativo.
Antìstasis dei Tazenda si può definire anche sui generis, soprattutto perchè fa riferimento alla possibilità di fare resistenza in maniera nuova e nei modi preferiti.
La loro è una resistenza filosofica, da non confondere con opposizione negativa, ma da intendere come accettazione pacifica.
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La musica dei Tazenda resiste alla noia e alle etichette
I Tazenda fanno musica che resiste, soprattutto alla noia. Infatti per loro la musica è divertimento, e ci tengono a ribadirlo.
La loro musica con Antìstasis assume le vesti di una resistenza saggia, che accetta serenamente, senza subire a occhi chiusi.
Inoltre dichiarano di rifiutare le etichette, e il loro genere contaminato ne è la dimostrazione.
Insomma, la musica senza fine, in tutto i sensi, se non quello di star bene e far star bene, è capace di riprodurre melodie incondizionate, che risultano essere le migliori.
I Tazenda e La ricerca del tempo perduto
“La ricerca del tempo perduto” è il singolo che ha anticipato l’uscita di Antìstasis e pone l’attenzione sui profumi, quelli in grado di farci rivivere il passato.
Come se la ricerca di se stessi partisse da un’aroma che in un istante rimanda ai vecchi tempi, per poi riportarci ad un presente più consapevole.
I Tazenda parlano di magia, che nasce non solo da un profumo, ma anche da un concerto. Al di fuori della Sardegna o all’estero. Lì dove soprattutto i conterranei li sostengono, li accolgono e ne riconoscono la bellezza. In loro i Tazenda si rispecchiano e ne sono grati.
Scalpita il loro desiderio di ritornare sul palco, ma si mantengono pazienti e speranzosi.
Nel frattempo a loro piace ricordare anche il tempo passato, a Sanremo per esempio, dove sono stati concorrenti per ben 2 volte e che definiscono la loro fortuna.
Al Festival infatti hanno incontrato la canzone d’autore italiana, e ripensano ancora con piacere alle collaborazioni con Pierangelo Bertoli, Fabrizio De Andrè, ecc.
Che questi bei ricordi vengano presto arricchiti da nuove esperienze dal vivo. Nel frattempo aspettiamo un live con i Tazenda e il loro Antìstasis!
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