È una festa Sanremo 2021, amata, snobbata, criticata. Come ogni evento, non può piacere a tutti e allo stesso modo.
Si tratta di un concorso nazionale dedicato alla musica italiana, e non è scontato che dopo più di 70 anni resista ancora.
Presenta le sue contraddizioni, anche ingiustizie, un po’ di cattivo gusto e diversi anacronismi. È indubbio. Però vogliamo continuare a massacrarlo senza provare a ricavarne beneficio?
Il Festival di Sanremo 2021, cantanti in gara compresi, si serve di un mezzo, la TV nazionale, capace di raggiungere un pubblico vasto e variegato. Per quanto la comunicazione online sia pressante, la voce televisiva riesce ancora a risuonare e ad arrivare direttamente all’occhio e all’orecchio, sfruttando anche le vie traverse del web.
Sanremo 2021 big con le sue canzoni in gara ha la responsabilità di dar voce all’attualità italiana, con i suoi amori, i disagi, le aspirazioni. A volte sembra ci tradisca ma ogni brano rappresenta pezzi di noi.
C’è chi apprezzerà la canzoncina, chi il testo impegnato o il motivo insolito. C’è anche chi dice di non riuscire a trovare nessun pezzo di sé.
Su aspettative e gusti non c’è niente da contestare, ognuno coltiva i propri.
È vero anche che una fetta di artisti competenti tenda ad autoescludersi, scegliendo di non rappresentare l’Italia che in essa si rispecchia. Non è quindi solo compito e frutto della giuria il Festival di Sanremo.
In ogni caso, l’idea salda dalla quale partire per concepire un evento musicale dovrebbe essere sempre quella di “dare voce”.
Durante la 71esima edizione del Festival di Sanremo 2021 si è colta la forte necessità di trovare, prendere e dare voce, soprattutto in 5 brani in gara.
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Colapesce Dimartino – Musica Leggerissima
Indie alla nascita, Colapesce (con Dimartino) ha saputo inserirsi in un contesto nuovo per lui e a comunicare efficacemente ad un pubblico diverso dal solito, senza lasciarsi inghiottire e senza rinnegare se stesso.
Chi lo segue da tempo l’avrà riconosciuto anche in “Musica leggerissima”, che con voce morbida, suoni seducenti e ironia, dà spazio alla sua idea di musica, opponendola a quella che non dà spunti.
La sua è una voce da scoprire a partire dai suoi primi album, sottile e non inconsistente, intima e mai barbosa. Preziosa come poche.

Madame – Voce (Sanremo 2021)
A distinguersi è anche “Voce” di Madame, rapper italiana, appena 19enne, elegante sin dal nome. Viva e che viva sempre, è il desiderio di una voce che ricerca se stessa, che vuole superare quelle che la soffocano, per riscoprire e risposare la sua unicità.
Madame intona: “In un bosco di me, c’è un rumore incessante, lo faccio da parte, tu sei la mia voce.”, perchè la voce emerge se le si dà spazio, interiore ed esteriore.
La voce che accoglie più voci diventa una voce sola, che può vivere e trasmettere messaggi importanti, come quello che Madame riesce a consegnarci in questo suo brano carico di effetti sonori, immagini e intuizioni. Brava davvero.

Fasma – Parlami (Sanremo 2021)
Viscerale, diretto, autentico è “Parlami” di Fasma, rapper italiano che anche quest’anno a Sanremo dà forza a parole che incidono.
La sua voce si riassume in una sua strofa: “Anche un granello di sabbia che si è perso nel mare può tornare roccia come puoi farlo te”.
Quanta energia ci sia in questo pezzo lo si percepisce dalle prime note. Può riconoscersi l’adolescente temerario ma anche l’adulto che lo è stato, e non solo.
La voce di Fasma cresce bene. È senza filtro e appassionata, allo stesso tempo anche misurata e riparatrice. Da tenere d’occhio, anzi, da tenere all’orecchio.

Francesca Michielin e Fedez – Chiamami per nome
Cantautrice talentuosa è Francesca Michielin, che a Sanremo 2021 big ha interpretato “Chiamami per nome”. Anche qui la voce è protagonista, e Francesca la sa indossare con splendente decisione, accompagnata dalle tonalità rap di Fedez.
Orecchiabile sin da subito, il brano rivela quei limiti che come spille ci autoapplichiamo. L’unione con l’altro, se naturale, contribuisce ad oltrepassarli e a riprendere respiro.
Se perdiamo le parole, chi ci viene incontro può aiutarci a raccoglierle e a riaccordare la voce. Non ci vuole un maestro, basta un amico.

Maneskin – Zitti e Buoni
E infine “Zitti e Buoni” dei Maneskin, che non sono ancora la rivoluzione ma ci sanno fare. Sul palco ci stanno benissimo e Damiano, la voce, arriva e come se arriva, senza tanti giri di parole. Potrebbe cantare anche la lista della spesa, saprebbe dargli corpo anche se anima non ne ha.
Loro l’anima ce l’hanno, e alcuni pezzi lo dimostrano, però devono ancora “sporcarla” bene, e allora sì che potremmo parlare di rock puro, nudo e crudo.
Nel frattempo ci piacciono molto, sono 20enni che promettono bene. Speriamo non mettano a tacere il loro talento ma che, anzi, lo sviluppino al meglio.
Questo vale anche per tutti quegli artisti e non-artisti che hanno una passione e intendono coltivarla.
Il segreto per una voce indelebile è coltivare se stessa sempre, calibrandone il temperamento. Solo così si può essere unici e allo stesso tempo riuscire a raccontare il nostro tempo, esprimendo concetti universali.
L’oggi è pieno di voci, anche incontrollabili. Tutti ne vogliamo una, ma non sempre ce ne prendiamo cura, oppure non riusciamo a tirarla fuori perché pensiamo non sia abbastanza o perché ci hanno fatto credere che non lo sia. Così andiamo sottotono oppure iniziamo ad urlare per farci sentire.
Questa necessità, di conquistare ed affermare la propria voce, è umana e universale, esiste da sempre ed oggi è forte.
Sanremo ce le ha cantate queste cose? Io credo di sì. E allora non bocciamolo.
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